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Petrolio: sul banco degli imputati ancora il dollaro - IL COMMENTO

di Sissi Bellomo

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 mag - Un altro balzo
in avanti per il petrolio, che dopo il rialzo di oltre il 3%
messo a segno venerdi', oggi ha violato l'ennesima soglia
psicologica, oltre quota 120 dollari al barile: il nuovo
picco storico raggiunto dal Wti e' 120,21 dollari al barile.
A riportare i prezzi in tensione sono stati anche fattori
geopolitici: la rinnovata arroganza del regime iraniano, che
rifiuta ulteriori ispezioni al programma nucleare, i
ripetuti attacchi agli impianti estrattivi nigeriani
(l'ultimo e' avvenuto sabato), le martellanti incursioni
dell'aviazione turca in territorio iracheno. Ma per gli
operatori dei mercati petroliferi la bussola principale, da
qualche mese a questa parte, e' il dollaro. Al Nymex e
all'Ice ogni sussulto della valuta americana viene scrutato
con apprensione, dando luogo a valanghe di ordini di vendita
o - piu' spesso - di acquisto. H successo anche ieri. Col
risultato di re-innescare il circolo vizioso che ormai
capita sempre piu' frequente di osservare: la discesa del
dollaro ha innescato la salita del greggio e questa ha
contribuito a deprimere Wall Street, proiettando nuove ombre
sull'economia americana, che finiranno col ripercuotersi sul
dollaro stesso.

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